Errori nelle ripetute che frenano i tuoi progressi (e ti infortunano)
Da settimane inserisci le ripetute nel tuo piano e non vedi miglioramenti nei tempi. O peggio: cominci a sentire fastidio alla tibia, al soleo o al ginocchio. Se ti suona familiare, non è sfortuna. È che quasi nessuno insegna a fare le ripetute nel modo giusto, e gli errori nelle ripetute sono molto più frequenti di quanto sembri.
Questo articolo è rivolto a corridori di livello intermedio (corri con regolarità da almeno 6 mesi) che vogliono aggiungere intensità senza finire dal fisioterapista. Se sei un principiante puro, meglio consolidare prima 3-4 mesi di corsa lenta.
Perché le ripetute sono un’arma a doppio taglio
Un allenamento a intervalli ben impostato migliora il tuo VO2max, la tua economia di corsa e la tua soglia. Impostato male, ti trascina in un pozzo di fatica accumulata e microtraumi.
La differenza tra “arma” e “problema” sta in tre variabili: intensità reale di ogni ripetizione, rapporto lavoro:recupero e volume settimanale di qualità. Gli studi di Seiler sulla distribuzione delle intensità (polarizzato 80/20) indicano da anni la stessa direzione: meno giorni duri, ma fatti bene, funzionano meglio di molti giorni “medio duri”.
Errore 1: correre le ripetute troppo veloci
È l’errore per eccellenza. Esci per fare 6×1000 e le prime due le spingi 15 secondi sotto il ritmo obiettivo. Sensazione da eroe. Dalla quarta in poi il ritmo crolla e la tecnica si rompe.
Quando corri sopra il ritmo prescritto, smetti di allenare il sistema che volevi stimolare. Una ripetuta da 1000 m a ritmo da 3000 m non allena il VO2max come una a ritmo da 5K controllato. Inoltre, la fatica neuromuscolare fa salire il rischio di periostite tibiale e sovraccarico del soleo.
Regola pratica: la prima ripetuta deve sembrare “comodamente veloce” (RPE 7/10). Se l’ultima la fai allo stesso ritmo della prima, hai calibrato bene. Se hai dovuto rallentare più del 3-4%, sei partito troppo forte.
Errore 2: recuperi troppo corti (o troppo lunghi)
Il recupero non è tempo perso: è parte dell’allenamento. Determina quale sistema stai stimolando.
| Tipo di ripetuta | Rapporto lavoro:recupero | Obiettivo |
|---|---|---|
| VO2max (400-1000 m) | 1:1 o 1:0,5 | Potenza aerobica |
| Soglia (1000-2000 m) | 1:0,3 | Capacità lattacida |
| Velocità (100-300 m) | 1:3 o 1:4 | Neuromuscolare |
Recuperare 45 secondi tra ripetute da 1000 m a ritmo da 5K ti porta al cedimento precoce. Recuperare 4 minuti trasforma le ripetute di VO2max in puro lavoro di velocità. Se vuoi approfondire il perché, abbiamo una guida specifica sul recupero tra le ripetute in base all’obiettivo.
Errore 3: saltare il riscaldamento (o farlo male)
Un riscaldamento di 5 minuti di trotto non basta per affrontare le ripetute. Devi alzare la temperatura muscolare, attivare il sistema nervoso e fare un paio di progressioni.
Struttura minima prima delle ripetute:
- 10-15 min di corsa lenta (Zona 2, FC 65-75% della massima).
- 5-8 min di mobilità dinamica e tecnica di corsa (skipping, talloni al gluteo).
- 3-4 progressioni da 60-80 m terminando vicino al ritmo obiettivo della sessione.
Senza questo, le prime due ripetute sono un riscaldamento mascherato e il rischio di strappo muscolare ai flessori della coscia sale in modo notevole, soprattutto se fai ripetute veloci dagli 800 m in su.
Errore 4: non controllare l’intensità in modo oggettivo
“A sensazione” va bene quando hai anni di esperienza. Se stai ancora calibrando, servono dati.
Tre modi validi per controllare l’intensità:
- Ritmo (min/km): utile se conosci già i tuoi tempi recenti sui 5K o 10K.
- Frequenza cardiaca: ripetute di VO2max tra il 92-97% della FC max; soglia 85-90%.
- RPE: scala 1-10. Ripetute di VO2max: 8-9. Soglia: 7-8.
Se non usi il cardiofrequenzimetro, la scala RPE applicata bene funziona sorprendentemente bene. Ciò che non funziona è mescolare i tre sistemi senza criterio.
Errore 5: inserire ripetute in tutti i tuoi giorni duri
Due sessioni di qualità a settimana è lo standard per il corridore amatoriale. Tre, solo se hai anni di esperienza e un volume settimanale superiore ai 60 km.
Se fai ripetute il martedì, un lungo veloce il sabato e in più inserisci forza intensa, il tuo corpo non recupera. Compaiono i sintomi classici: FC a riposo elevata, sonno peggiore, gambe “pesanti” nel riscaldamento. Ecco perché dormire poco rovina la sessione di qualità.
Errore 6: progressione troppo aggressiva
Passare da 5×400 a 8×1000 in tre settimane significa chiedere un infortunio. La regola del 10% settimanale vale anche per il volume di qualità, non solo per il chilometraggio totale.
Progressione ragionevole in un blocco di 6-8 settimane:
- Settimana 1-2: 4-5 km di volume a ritmo alto per sessione.
- Settimana 3-4: 5-6 km.
- Settimana 5-6: 6-7 km.
- Settimana 7: scarico (ridurre del 30-40%).
Errori comuni e controindicazioni
Oltre a quanto detto, ci sono tre errori che vedo ripetersi:
- Ignorare i fastidi precoci. Una tibia che “punge” al km 3 non passa correndo di più. Se dura più di 3 sessioni, fermati e fai un controllo.
- Non fare forza. Senza lavoro di forza per l’arto inferiore, le ripetute diventano un fattore di rischio. Bastano due sessioni settimanali.
- Copiare i piani d’élite. Il piano di chi corre i 5K in 15 minuti non è scalabile a chi li corre in 22.
Se sei in gravidanza, hai un infortunio attivo o torni da un ginocchio del corridore o da una periostite, non fare ripetute senza il via libera medico. E se hai una patologia cardiovascolare diagnosticata, l’intensità elevata richiede una valutazione preventiva.
Cosa fare domani stesso
Tre azioni concrete per la tua prossima sessione di ripetute:
- Calcola il ritmo obiettivo a partire da un test recente (5K o 10K delle ultime 4 settimane). Se non ce l’hai, non inventare: fai una corsa progressiva di 5 km e usa il ritmo dell’ultimo chilometro come riferimento di soglia.
- Cronometra il recupero. Niente “quando mi sono ripreso”. Applica il rapporto della tabella in base al tipo di ripetuta.
- Annota l’RPE di ogni ripetuta. Se l’ultima supera 9/10, la prossima volta riduci una ripetizione o rallenta di 5 secondi.
Domande frequenti
Quante ripetute a settimana dovrebbe fare un corridore amatoriale?
Una o due sessioni di intensità a settimana. Con una sola ben fatta progredisci già se il resto del volume è in Zona 2. Inserire tre sessioni dure ha senso solo con una base solida e un recupero adeguato.
Posso fare ripetute sul tapis roulant se non ho una pista?
Sì. Il tapis roulant permette di controllare il ritmo con precisione ed è utile in inverno. Imposta l’1% di pendenza per simulare la resistenza dell’aria. Lo svantaggio: meno cambi di direzione e meno lavoro eccentrico.
Ripetute lunghe o corte per migliorare sui 10K?
Entrambe, in fasi diverse. In fase di base, ripetute da 1000-2000 m a ritmo di soglia. In fase specifica (ultime 4-6 settimane), ripetute da 400-800 m a ritmo da 5-10K. La periodizzazione ben impostata fa la differenza.
Cosa faccio se mi fa male qualcosa durante le ripetute?
Fermati. Un dolore localizzato, acuto o che modifica la tua tecnica è il segnale per interrompere la sessione. Un fastidio lieve e diffuso che scompare con il riscaldamento di solito è tollerabile, ma se torna nella sessione successiva, riposa 3-5 giorni e fai un controllo.
Mi servono scarpe specifiche per fare ripetute?
All’inizio non è indispensabile. Delle scarpe leggere e reattive aiutano, ma qualsiasi scarpa da allenamento in buono stato (meno di 600-800 km) va bene per iniziare a inserire qualità.
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