Errori nelle ripetute che frenano i tuoi progressi (e ti infortunano)

Errori nelle ripetute che frenano i tuoi progressi (e ti infortunano)

Scritto da: Jaime Lopez   21/09/2026   6 minutos

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Gli errori più comuni nell'allenamento con ripetute di corsa, perché ti frenano e quali infortuni provocano. Guida pratica con ritmi, recuperi e progressione realistica.

Da settimane inserisci le ripetute nel tuo piano e non vedi miglioramenti nei tempi. O peggio: cominci a sentire fastidio alla tibia, al soleo o al ginocchio. Se ti suona familiare, non è sfortuna. È che quasi nessuno insegna a fare le ripetute nel modo giusto, e gli errori nelle ripetute sono molto più frequenti di quanto sembri.

Questo articolo è rivolto a corridori di livello intermedio (corri con regolarità da almeno 6 mesi) che vogliono aggiungere intensità senza finire dal fisioterapista. Se sei un principiante puro, meglio consolidare prima 3-4 mesi di corsa lenta.

Perché le ripetute sono un’arma a doppio taglio

Un allenamento a intervalli ben impostato migliora il tuo VO2max, la tua economia di corsa e la tua soglia. Impostato male, ti trascina in un pozzo di fatica accumulata e microtraumi.

La differenza tra “arma” e “problema” sta in tre variabili: intensità reale di ogni ripetizione, rapporto lavoro:recupero e volume settimanale di qualità. Gli studi di Seiler sulla distribuzione delle intensità (polarizzato 80/20) indicano da anni la stessa direzione: meno giorni duri, ma fatti bene, funzionano meglio di molti giorni “medio duri”.

Errore 1: correre le ripetute troppo veloci

È l’errore per eccellenza. Esci per fare 6×1000 e le prime due le spingi 15 secondi sotto il ritmo obiettivo. Sensazione da eroe. Dalla quarta in poi il ritmo crolla e la tecnica si rompe.

Quando corri sopra il ritmo prescritto, smetti di allenare il sistema che volevi stimolare. Una ripetuta da 1000 m a ritmo da 3000 m non allena il VO2max come una a ritmo da 5K controllato. Inoltre, la fatica neuromuscolare fa salire il rischio di periostite tibiale e sovraccarico del soleo.

Regola pratica: la prima ripetuta deve sembrare “comodamente veloce” (RPE 7/10). Se l’ultima la fai allo stesso ritmo della prima, hai calibrato bene. Se hai dovuto rallentare più del 3-4%, sei partito troppo forte.

Errore 2: recuperi troppo corti (o troppo lunghi)

Il recupero non è tempo perso: è parte dell’allenamento. Determina quale sistema stai stimolando.

Tipo di ripetuta Rapporto lavoro:recupero Obiettivo
VO2max (400-1000 m) 1:1 o 1:0,5 Potenza aerobica
Soglia (1000-2000 m) 1:0,3 Capacità lattacida
Velocità (100-300 m) 1:3 o 1:4 Neuromuscolare

Recuperare 45 secondi tra ripetute da 1000 m a ritmo da 5K ti porta al cedimento precoce. Recuperare 4 minuti trasforma le ripetute di VO2max in puro lavoro di velocità. Se vuoi approfondire il perché, abbiamo una guida specifica sul recupero tra le ripetute in base all’obiettivo.

Errore 3: saltare il riscaldamento (o farlo male)

Un riscaldamento di 5 minuti di trotto non basta per affrontare le ripetute. Devi alzare la temperatura muscolare, attivare il sistema nervoso e fare un paio di progressioni.

Struttura minima prima delle ripetute:

  • 10-15 min di corsa lenta (Zona 2, FC 65-75% della massima).
  • 5-8 min di mobilità dinamica e tecnica di corsa (skipping, talloni al gluteo).
  • 3-4 progressioni da 60-80 m terminando vicino al ritmo obiettivo della sessione.

Senza questo, le prime due ripetute sono un riscaldamento mascherato e il rischio di strappo muscolare ai flessori della coscia sale in modo notevole, soprattutto se fai ripetute veloci dagli 800 m in su.

Errore 4: non controllare l’intensità in modo oggettivo

“A sensazione” va bene quando hai anni di esperienza. Se stai ancora calibrando, servono dati.

Tre modi validi per controllare l’intensità:

  1. Ritmo (min/km): utile se conosci già i tuoi tempi recenti sui 5K o 10K.
  2. Frequenza cardiaca: ripetute di VO2max tra il 92-97% della FC max; soglia 85-90%.
  3. RPE: scala 1-10. Ripetute di VO2max: 8-9. Soglia: 7-8.

Se non usi il cardiofrequenzimetro, la scala RPE applicata bene funziona sorprendentemente bene. Ciò che non funziona è mescolare i tre sistemi senza criterio.

Errore 5: inserire ripetute in tutti i tuoi giorni duri

Due sessioni di qualità a settimana è lo standard per il corridore amatoriale. Tre, solo se hai anni di esperienza e un volume settimanale superiore ai 60 km.

Se fai ripetute il martedì, un lungo veloce il sabato e in più inserisci forza intensa, il tuo corpo non recupera. Compaiono i sintomi classici: FC a riposo elevata, sonno peggiore, gambe “pesanti” nel riscaldamento. Ecco perché dormire poco rovina la sessione di qualità.

Errore 6: progressione troppo aggressiva

Passare da 5×400 a 8×1000 in tre settimane significa chiedere un infortunio. La regola del 10% settimanale vale anche per il volume di qualità, non solo per il chilometraggio totale.

Progressione ragionevole in un blocco di 6-8 settimane:

  • Settimana 1-2: 4-5 km di volume a ritmo alto per sessione.
  • Settimana 3-4: 5-6 km.
  • Settimana 5-6: 6-7 km.
  • Settimana 7: scarico (ridurre del 30-40%).

Errori comuni e controindicazioni

Oltre a quanto detto, ci sono tre errori che vedo ripetersi:

  • Ignorare i fastidi precoci. Una tibia che “punge” al km 3 non passa correndo di più. Se dura più di 3 sessioni, fermati e fai un controllo.
  • Non fare forza. Senza lavoro di forza per l’arto inferiore, le ripetute diventano un fattore di rischio. Bastano due sessioni settimanali.
  • Copiare i piani d’élite. Il piano di chi corre i 5K in 15 minuti non è scalabile a chi li corre in 22.

Se sei in gravidanza, hai un infortunio attivo o torni da un ginocchio del corridore o da una periostite, non fare ripetute senza il via libera medico. E se hai una patologia cardiovascolare diagnosticata, l’intensità elevata richiede una valutazione preventiva.

Cosa fare domani stesso

Tre azioni concrete per la tua prossima sessione di ripetute:

  1. Calcola il ritmo obiettivo a partire da un test recente (5K o 10K delle ultime 4 settimane). Se non ce l’hai, non inventare: fai una corsa progressiva di 5 km e usa il ritmo dell’ultimo chilometro come riferimento di soglia.
  2. Cronometra il recupero. Niente “quando mi sono ripreso”. Applica il rapporto della tabella in base al tipo di ripetuta.
  3. Annota l’RPE di ogni ripetuta. Se l’ultima supera 9/10, la prossima volta riduci una ripetizione o rallenta di 5 secondi.

Domande frequenti

Quante ripetute a settimana dovrebbe fare un corridore amatoriale?

Una o due sessioni di intensità a settimana. Con una sola ben fatta progredisci già se il resto del volume è in Zona 2. Inserire tre sessioni dure ha senso solo con una base solida e un recupero adeguato.

Posso fare ripetute sul tapis roulant se non ho una pista?

Sì. Il tapis roulant permette di controllare il ritmo con precisione ed è utile in inverno. Imposta l’1% di pendenza per simulare la resistenza dell’aria. Lo svantaggio: meno cambi di direzione e meno lavoro eccentrico.

Ripetute lunghe o corte per migliorare sui 10K?

Entrambe, in fasi diverse. In fase di base, ripetute da 1000-2000 m a ritmo di soglia. In fase specifica (ultime 4-6 settimane), ripetute da 400-800 m a ritmo da 5-10K. La periodizzazione ben impostata fa la differenza.

Cosa faccio se mi fa male qualcosa durante le ripetute?

Fermati. Un dolore localizzato, acuto o che modifica la tua tecnica è il segnale per interrompere la sessione. Un fastidio lieve e diffuso che scompare con il riscaldamento di solito è tollerabile, ma se torna nella sessione successiva, riposa 3-5 giorni e fai un controllo.

Mi servono scarpe specifiche per fare ripetute?

All’inizio non è indispensabile. Delle scarpe leggere e reattive aiutano, ma qualsiasi scarpa da allenamento in buono stato (meno di 600-800 km) va bene per iniziare a inserire qualità.

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