I ciclisti che hanno vinto due grandi giri nello stesso anno
Ripercorriamo la storia del ciclismo per conoscere quei ciclisti che hanno vinto due dei tre grandi giri a tappe nello stesso anno.

Con la vittoria di Chris Froome al Tour de France e alla Vuelta a España, quest’anno, il 2017, si è verificato un fatto poco comune: che un ciclista vinca due grandi giri nello stesso anno. Anche se potremmo pensare che sia una questione del cosiddetto ciclismo moderno, in realtà, nel corso della storia, sono davvero pochi i ciclisti che hanno vinto due grandi giri nello stesso anno.
Oltre a Froome, conosceremo ora i ciclisti che hanno vinto due dei tre grandi giri nello stesso anno, sia realizzando un doppio Tour – Vuelta, un doppio Giro – Vuelta o il più comune e prestigioso doppio Giro – Tour.
Fausto Coppi
Il Giro d’Italia e il Tour de France convivono dal 1909 (la Vuelta arriverebbe un po’ più tardi, nel 1935, e con le guerre e i problemi economici non sarebbe diventata una corsa stabile fino agli anni Cinquanta), ma il primo ciclista a vincere le due corse nello stesso anno avrebbe dovuto farsi attendere. Ci volle una grande leggenda italiana, Fausto Coppi, che dopo aver vinto il suo terzo Giro si aggiudicò il suo primo Tour, con appena 8 giorni di distanza tra la fine di una corsa e l’inizio dell’altra.
L’impresa non gli fu facile, perché nei primi giorni al Tour Coppi soffrì parecchio e perse molto tempo, anche se poi recuperò tutto quando arrivò la montagna e superò il secondo, Bartali (anch’egli secondo al Giro), di oltre dieci minuti. Tre anni dopo, nel 1952, Coppi vinse il suo quarto Giro e, nel suo terzo Tour, ottenne la vittoria della sua carriera, questa volta in grande stile, conquistando cinque vittorie di tappa, tra cui il primo arrivo della storia sulla mitica vetta dell’Alpe d’Huez.
Jacques Anquetil
Il francese Jacques Anquetil è un ciclista da record, poiché fu il primo a vincere cinque volte il Tour de France. Sarebbe anche diventato il primo campione del Tour a vincere anni dopo una Vuelta a España, nel 1963, conquistando così la vittoria nei tre grandi giri, dato che già aveva un Giro nel suo palmarès. A quel tempo la Vuelta si correva a maggio, quindi a luglio Anquetil si presentò al Tour per lasciare senza vittoria Federico Martín Bahamontes.
Dopo aver realizzato il primo doppio Vuelta – Tour della storia, l’anno seguente Anquetil avrebbe emulato Coppi realizzando un doppio Giro – Tour. Il francese correva per la quarta volta la corsa italiana e ottenne la sua seconda vittoria (va sottolineato che partecipò sei volte al Giro e in tutte salì sul podio) e appena una settimana dopo iniziava un Tour in cui avrebbe ottenuto la sua quinta e definitiva vittoria. In entrambe le corse, le cronometro furono decisive per la vittoria di un uomo che, non a caso, veniva soprannominato Monsieur Crono.
Eddy Merckx
A proposito di soprannomi, a Eddy Merckx lo chiamavano il Cannibale (e anche l’Orco e il Mostro) per l’ambizione che mostrava nel voler vincere tutto. Tanto che il ciclista belga è quello che ha vinto più grandi giri, in un palmarès che conta più di 500 vittorie. Naturalmente, gli permisero di realizzare tre doppiette Giro d’Italia e Tour de France: la prima nel 1970, la seconda nel 1972 e la terza nel 1974, anno in cui vinse anche il Mondiale, ottenendo così la prima Tripla Corona della storia.
Nel frattempo, gli fu possibile anche ottenere la prima doppietta Giro e Vuelta della storia. Accadde nel 1973, quando Merckx si decise per la prima volta nella sua carriera a correre la Vuelta a España per affrontare e vincere sulle strade spagnole due dei suoi grandi rivali, Luis Ocaña e Bernard Thevenet. Cinque giorni dopo aver vinto la sua prima e unica Vuelta, prese il via da un Giro che partiva dal Belgio e si aggiudicò la maglia rosa il primo giorno, per non perderla per il resto della corsa.
Bernard Hinault
L’ambizione di Eddy Merckx in bicicletta fu ereditata da un ciclista francese, Bernard Hinault. Il Caimano debuttò in un Grande Giro alla Vuelta a España del 1978 e il risultato non poteva essere migliore: campione nella famosa Vuelta degli incidenti di San Sebastián, che fece sì che la corsa passasse a lungo senza attraversare i Paesi Baschi. Poco dopo debuttò al Tour de France ottenendo lo stesso risultato, emulando Jacques Anquetil, che era l’unico ad avere fino ad allora una doppietta Vuelta – Tour.
Vincitore di cinque Tour, Hinault avrebbe vinto anche tre volte il Giro d’Italia (in tutte e tre le volte in cui vi partecipò, peraltro) e in due di queste coincise con una delle sue cinque vittorie al Tour, realizzando quindi la doppietta. La prima fu nel 1982 e la seconda nel 1985. Quel Tour sarebbe stata l’ultima grande vittoria del ciclista francese, eguagliando definitivamente Anquetil e Merckx con cinque vittorie finali nella corsa francese, grazie all’aiuto inestimabile del suo compagno di squadra LeMond, al quale l’anno successivo avrebbe restituito il favore.
Giovanni Battaglin
In questa lista hanno sfilato finora nomi molto illustri di ciclisti che conoscono anche quelli che non seguono il ciclismo: Merckx, Hinault, Coppi, Anquetil… Ora arriva quello di un ciclista meno conosciuto dal grande pubblico, l’italiano Giovanni Battaglin, un ciclista che iniziò a correre da professionista nel 1973, che raggiunse il podio del Giro d’Italia in quella stessa edizione e che, da allora, era indicato come un futuro campione della corsa, anche se la gloria non gli sarebbe arrivata fino al 1981.
A poco più di 30 anni, Battaglin conquistò un Giro d’Italia quando meno se lo aspettava, poiché quell’anno aveva deciso per la prima volta di correre la Vuelta a España. Al veneziano non andò male: approfittò dell’assenza di grandi corridori per ottenere il primo grande successo della sua carriera, e prese forma per vincere subito dopo il suo primo e unico Giro d’Italia. Tre anni dopo aver emulato Merckx, Battaglin si ritirò, ma rimase legato al ciclismo costruendo biciclette.
Stephen Roche
E in modo preciso e curioso, con una di quelle biciclette Battaglin, il nostro prossimo protagonista raggiunse la gloria: l’irlandese Stephen Roche. Roche, dopo il suo terribile 1986, in cui subì un infortunio al ginocchio che gli avrebbe causato problemi per il resto della carriera, visse nel 1987 il suo anno migliore, riuscendo a emulare Eddy Merckx e diventando il secondo ciclista della storia (e per ora l’ultimo) a ottenere la Tripla Corona: Giro, Tour e Mondiale.
Roche iniziò vincendo un Giro in cui il suo grande rivale, il suo compagno di squadra alla Carrera Visentini, dovette ritirarsi, consegnando il trionfo all’irlandese su un piatto d’argento. Poi vinse il suo primo e unico Tour de France sottraendo la maglia gialla a Perico Delgado nella penultima tappa, una cronometro a Digione in cui rifilò un minuto al ciclista spagnolo. Se fare questa doppietta era già più che sufficiente, Roche concluse l’anno con la vittoria al Mondiale, che si disputò in Austria.
Miguel Indurain
Miguel Indurain lo ricordiamo per aver dominato a suo piacimento il Tour de France tra il 1991 e il 1995, essendo l’unico ciclista ad averlo vinto per cinque anni consecutivi. Ma il navarro osò anche correre il Giro d’Italia in quegli anni, una corsa in cui si misurava con la legione di italiani di allora (Chiappucci, Bugno, Chioccioli, Giovannetti…), vincendolo in due occasioni, nel 1992 e nel 1993. In quest’ultimo anno quasi ottenne la Tripla Corona, ma Lance Armstrong lo precedette.
Il Giro del 1992, il primo della storia per uno spagnolo, lo vinse nettamente, leader dalla terza tappa e con più di cinque minuti di vantaggio sul secondo, Chiappucci. E il Tour di quell’anno lo vinse grazie alle sue esibizioni nella cronometro di Lussemburgo e nella tappa con arrivo a Sestriere. Su quella stessa vetta, in una cronoscalata, Indurain sancì a suo favore il Giro del 1993, e un mese dopo salì sul podio degli Champs-Élysées per celebrare la sua terza vittoria a Parigi, davanti a Rominger.
Marco Pantani
Nel 1994 Indurain non poté vincere il suo terzo Giro consecutivo, e uno dei responsabili di questo mancato successo era un minuto ciclista italiano di nome Marco Pantani, che i tifosi soprannominavano Il Pirata. Il ciclista di Cesena, ormai nella squadra Mercatone Uno, raggiunse la gloria nel 1998, quando vinse il Giro d’Italia e poi il Tour de France, diventando l’ultimo ciclista fino a oggi a conquistare questa preziosa doppietta nei due giri più prestigiosi.
Il Giro non era fatto su misura per Pantani, con poca montagna e troppe cronometro per i suoi gusti. Zulle sembrava il più forte, ma nella diciassettesima tappa Pantani strappò la maglia rosa allo svizzero e non la lasciò più. Poi, in un Tour che iniziò più tardi per evitare la coincidenza con il Mondiale di calcio e segnato dal caso Festina, Pantani sconfisse anche il grande favorito, Ullrich, indossando la maglia gialla in una memorabile tappa sulle Alpi, sotto la pioggia e la nebbia.
Alberto Contador
Lo spagnolo Alberto Contador è stato protagonista di cronaca in quest’anno 2017, poiché ha finalmente disputato l’ultima corsa della sua carriera sportiva come ciclista, con una vittoria di tappa sull’Angliru come addio. La sua carriera è stata quella di un grande campione, con alti e bassi, che ha vinto i tre grandi giri e che, fino alla doppietta ottenuta ora da Froome, lo collocava all’ultimo posto della lista di chi ne aveva realizzata una, quando nel 2008 ha conquistato la classifica generale del Giro e della Vuelta a España.
Contador aveva conquistato nel 2007 la sua prima grande corsa a tappe, il Tour de France, ma non poté correre il Tour l’anno successivo perché la sua nuova squadra, l’Astana, era stata esclusa. Così il corridore di Pinto concentrò i suoi sforzi sulle altre due grandi corse a tappe, nelle quali non poté debuttare in modo migliore, con vittoria in entrambe. La Marmolada al Giro, dove indossò la maglia rosa, e l’Angliru alla Vuelta, dove ottenne la vittoria e indossò la maglia gialla, furono i momenti chiave di queste due corse.












